Cos’è la protonterapia?

La scienza alla base della protonterapia

La protonterapia è una forma avanzata di radioterapia che utilizza i protoni anziché i raggi X per trattare alcune forme tumorali. L’altissima precisione sui volumi tumorali, caratteristica dei protoni, consente infatti di risparmiare i tessuti sani, rendendo la protonterapia adatta a quei tumori difficili per localizzazione, forma o bassa radiosensibilità.

La protonterapia viene erogata attraverso un sincrociclotrone, ovvero un macchinario che accelera i protoni, caricandoli di energia. Il fascio di protoni viene irradiato dal macchinario e le particelle rilasciano tutta la loro energia sulle cellule tumorali verso cui sono indirizzate, distruggendole. Le piccole particelle cariche positivamente così generate sono molto pesanti e hanno una particolarità dosimetrica (picco di Bragg) che consente di rilasciare tutta la dose all’interno del tumore e pochissima dose (spesso quasi nulla) nei millimetri di tessuto al di fuori del tumore.

Questo comporta, in genere, minori effetti collaterali rispetto al trattamento con fotoni.

Come funziona la protonterapia

La protonterapia prevede un ciclo di trattamento di diverse sedute, a seconda del caso clinico.

Durante tutto il percorso, dalla prima visita alle visite di controllo post trattamento, il paziente sarà accompagnato da una case manager dedicata ai pazienti della protonterapia.

Ogni seduta viene effettuata in una sala dedicata. Il paziente viene invitato a rimanere immobile sdraiato su un lettino di trattamento, dove riceve la dose di radiazione. A volte, può essere indicato un sistema di immobilizzazione tipo una maschera termo-conformabile o un cuscino personalizzato. Il fascio di protoni irradiato dal macchinario si muove intorno all’area del corpo da trattare, andando a colpire selettivamente il tumore. Il trattamento radiante dura pochi minuti.

I vantaggi rispetto alla radioterapia classica

La protonterapia può offrire alcuni vantaggi rispetto alla radioterapia tradizionale:

  • Alta precisione: l’altissima precisione dei protoni permette di aumentare le radiazioni dirette al tumore e di colpirlo risparmiando maggiormente i tessuti sani circostanti e riducendo il rischio di sviluppo di tumori radioindotti.
  • Minori effetti collaterali: meno effetti collaterali e più rapida ripresa del paziente.
  • Personalizzazione: maggior personalizzazione del trattamento, grazie alla modulazione del fascio protonico da erogare.

Indicazioni terapeutiche

In Italia la protonterapia viene consigliata soprattutto in casi particolari in cui può offrire vantaggi rispetto alla radioterapia tradizionale. Date le caratteristiche fisiche dei protoni, infatti, l’altissima precisione che li contraddistingue permette un maggiore risparmio dei tessuti sani, rendendo la protonterapia adatta per i tumori difficili per localizzazione, forma o bassa radiosensibilità. Da ciò derivano le indicazioni riconosciute in Italia nei LEA per protonterapia DPCM 12 gennaio 2017.

Cordomi e condrosarcomi della base del cranio e del rachide

Meningiomi intracranici situati in aree critiche

Sarcomi radioresistenti delle estremità (come osteosarcoma o condrosarcoma)

Tumori orbitari e periorbitari, inclusi melanomi oculari

Carcinomi adenoido-cistici delle ghiandole salivari

Predisposizioni genetiche o malattie del tessuto connettivo

Recidive in aree già irradiate

Torna su